Il cancro è un processo dinamico

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Già nel 2009 il New York Times, traendo spunto da uno studio pubblicato su JAMA, una delle
più blasonate riviste scientifiche, riportava i dati di una ricerca durata 20 anni sull’uso degli screening del cancro al seno e alla prostata. Il risultato risultò scoraggiante e disorientante: il numero di cancri era aumentato con l’introduzione dei testi preventivi senza mai più tornare ai livelli precedenti.

(E sappiamo che constatazioni simili vengono fatte oggi dietro le quinte anche qui in Italia da chi lavora quotidianamente con le statistiche degli screening, sapendo per giunta che l’uso della prevenzione sta impennando ulteriormente i costi sanitari in modo esponenziale, oltre che con risultati incomprensibilmente preoccupanti).

Veniva poi dichiarato che “uno studio (pubblicato sul The Lancet ) rivelò che il 60% delle cellule “precancerose cervicali”, trovate attraverso i PAP test, entro un anno si riassorbono (“revert” in inglese), ed entro 3 anni la percentuale addirittura sale al 90%”.

Alla luce di tali studi, il Dr. Kramer (dico Kramer… non Hamer!), direttore al National Institutes of Health, afferma che per la Medicina d’avanguardia il cancro è un processo dinamico. La vecchia visione, dice, sostiene che il cancro sia invece un processo lineare”.

I processi biologici infatti sono tutt’altro che andamenti lineari. E non solo quelli che chiamiamo “cancri”. Tutta la vita è permeata da tale andamento sinusoidale, la linea retta in un encefalogramma significa “morte”.

Non sarà possibile alla medicina ufficiale venire a capo di tali anomalie senza cambiare la mappa di riferimento, senza cambiare le basi su cui poggia. Nel frattempo farà orecchie da mercanti (mercanti farmaceutici?) di fronte alle evidenze di studi non importa quanto autorevoli ed ortodossi.
Nella nostra esperienza di ascolto biologico constatiamo quotidianamente la bifasicità dei processi del corpo. Non rimane che aspettare pazienti che anche la medicina ufficiale metta profondamente in crisi la propria visione riduzionistica e provi a vedere le cose da un nuovo, più ampio e soddisfacente punto di vista. Senza per questo dimenticare il rigore che il metodo scientifico ci ha insegnato. Anzi.

Fonti:
articolo citato del New York Times
articolo citato apparso su JAMA (The Journal of the American Medical Association)
articolo citato apparso su THE LANCET

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